L'emissario di Albano è una complessa struttura idraulica realizzata all'inizio del IV sec. a.C. per regolamentare il livello del lago. La parte di tracciato che perfora il fianco della caldera con un cunicolo sotterraneo lungo 1,5 km scavato nella roccia è quella più incredibile a livello ingegneristico, mentre il punto di presa sul lago, dalle dimensioni monumentali, è la parte visitabile più spettacolare.

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Rara occasione per visitare un sito normalmente non accessibile al pubblico.

INGRESSO GRATUITO. Non è necessaria la prenotazione.

ORARI: dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18

La visita sarà limitata all'imbocco monumentale del canale e alla zona filtri e paratie, mentre non sarà percorribile il condotto sotterraneo, in quanto allagato.

L'emissario di Albano fu scavato presumibilmente all'inizio del IV sec.a.C. per regolarizzare il livello del lago,e per le difficoltà tecniche incontrate nello scavo e risolte con mezzi limitati, la funzionalità rimasta intatta sino agli anni '60 del secolo scorso può essere considerato una  tra le più importanti testimonianze idrauliche del nostro passato. Dell'emissario parlano anche alcune fonti storiche: Tito Livio collega la sua realizzazione agli esiti finali della guerra fra Roma e Veio.

L’incile dell'emissario si trova sulla sponda occidentale del lago ed è costituito da un ampio ambiente in opera quadrata, adibito alla manovra delle paratie, dal quale inizia il lungo cunicolo.Le acque del lago Albano prima di entrare nell'emissario erano filtrate da una doppia griglia in lastre di pietra forate che lasciavano passare l'acqua impedendo a materiali provenienti dal lago (ad es. tronchi, o altro) di ostruire accidentalmente il canale sotterraneo. L'uso delle paratoie per regolare il deflusso delle acque del lago, oggi non più visibili, è attestato dalla presenza di scanalature verticali di scorrimento nelle quali dovevano muoversi lastre in pietra o legno.  

Dal 2013 è in corso uno studio condotto dalla Federazione Hypogea Ricerca e Valorizzazione Cavità Artificiali, denominato Progetto Albanus che ha l'obiettivo di riesplorare, studiare e documentare l’antico emissario, acquisire la topografia completa della struttura e analizzare le tecniche di scavo e realizzazione. Lo studio è condotto in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, il Parco Regionale dei Castelli Romani ed il Comune di Castel Gandolfo.